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giovedì 17 febbraio 2011

Tor Bella Monaca, parte il progetto: la Giunta approva la variante al piano di zona

Roma, 17 febbraio – Parte il processo di "rigenerazione urbana" di Tor Bella Monaca, tappa tra le principali del Piano Strategico di Sviluppo di Roma Capitale. La Giunta capitolina ha approvato la delibera d'indirizzo che contiene la variante urbanistica al piano di zona, con 125.050 metri quadri di superficie edificabile in più (da 62 mila metri quadri a circa 185 mila). Il provvedimento è stato presentato in Campidoglio, al termine della seduta di Giunta, dal sindaco Gianni Alemanno, dagli assessori Marco Corsini (Urbanistica) e Fabrizio Ghera (Lavori Pubblici) e dal presidente dell'VIII Municipio Massimiliano Lorenzotti.

Entro l'estate, preannuncia il Sindaco, la delibera andrà al vaglio dell'Assemblea Capitolina. Verrà quindi approvato il progetto preliminare dei nuovi edifici. Successivamente sarà bandita la gara internazionale per affidare la ricostruzione ed estensione (con 125.050 metri quadri in più) del primo nucleo residenziale, il comparto R8: la fascia esterna, dove vivono circa mille persone che verranno alloggiate in nuove case. In base al programma urbanistico – che segue le linee del "masterplan" elaborato dall'architetto lussemburghese Léon Krier, presentato lo scorso novembre – le torri cederanno il passo a edifici di 4 piani al massimo. Un quartiere a misura d'uomo, pensato con nuovi criteri urbanistici: abitato meno denso, più spazi pubblici, più verde, poli culturali e di aggregazione.

Tra gli aspetti concretamente innovativi del piano, da sottolineare la tecnica della "demolizione programmata": niente cariche esplosive per buttar giù i vecchi edifici in un sol colpo, ma una più lenta demolizione pezzo per pezzo con mezzi esclusivamente meccanici. I vantaggi: si possono selezionare e riciclare i materiali di risulta (ferro e cemento armato) con un impianto di riconversione sul posto; si evita ai residenti l' "apocalisse" delle esplosioni e delle polveri.

presentazione in Campidoglio

Si passerà così, sottolinea il Sindaco, "da un quartiere degradato a un nuovo quartiere con un'architettura comunitaria, dove sarà attuato il principio della sostenibilità ambientale". E si tratterà del primo caso italiano di "sostituzione edilizia di un intero quartiere" e di uno dei più grandi progetti del genere in Europa, "dove simili operazioni sono state condotte solo per centri direzionali". L'intero progetto costerà circa un miliardo di euro, interamente finanziato dai privati, che in cambio avranno 450 mila metri quadri di superficie utile lorda dove costruire case da vendere o affittare. Dal suo canto, Roma Capitale investirà circa 350 milioni in demolizioni e ricostruzioni del proprio patrimonio. Quanto alla ricaduta sul fronte dell'occupazione, il Campidoglio prevede che l'operazione Tor Bella Monaca generi circa 2.500 nuovi posti di lavoro.

Dall'approvazione definitiva del piano, dopo l'ok di tutti i soggetti coinvolti (Assemblea Capitolina, Regione e cittadini attraverso il processo di partecipazione), per rifare Tor Bella Monaca serviranno sei anni circa. Alla ricostruzione del primo comparto seguirà una seconda fase con interventi di ampio respiro: nuovi parchi a vocazione agricola e archeologica (come indicato nel masterplan di Krier), valorizzazione del paesaggio, nuovi poli di aggregazione e servizi, riorganizzazione del traffico e del trasporto pubblico (metropolitana e metro leggera Anagnina-Tor Bella Monaca).

Intanto è in corso la consultazione dei cittadini: una prima assemblea pubblica si è tenuta nella sede dell'VIII Municipio il 20 dicembre 2010, quando il Sindaco ha sottoscritto con i residenti un patto in otto punti (vedi nostra notizia ). In quest'occasione è stato presentato il risultato di un sondaggio tra gli abitanti di Tor Bella Monaca, che hanno promosso il piano. Sempre all'VIII Municipio, in via Aspertini, è attivo un ufficio che raccoglie osservazioni e proposte: fino ad oggi sono state compilate, da singoli cittadini e da rappresentanti dei comitati locali, circa 450 schede in rappresentanza di 1.500 persone, con un 90% di favorevoli al progetto. Altro canale per esprimere la propria opinione, il questionario on line sul sito http://www.progettomillennium.com/, dove è pubblicato in dettaglio il piano di trasformazione del quartiere.