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giovedì 17 febbraio 2011

Tendopoli rom, Alemanno blocca tutto

"Ho chiesto al prefetto di sospendere i lavori per il campo provvisorio di emergenza a Villa Troili". L'annuncio del sindaco Alemanno arriva a poche ore dalle polemiche interne alla maggioranza e alle spaccature tra gli esponenti dello suo stesso partito contrari alle tendopoli nei loro municipi. "Entro giovedì ascolterò le ragioni dei consiglieri municipali di centrodestra e centrosinistra che si contrappongono a questo insediamento - ha aggiunto - che, come mi ha garantito il Prefetto, sarebbe solo provvisorio e di breve durata. Invito tutti coloro che scatenano la protesta contro questo o quel sito individuato, sia per i campi di emergenza che per quelli definitivi, a fare le controproposte perché il prefetto deve intervenire per cominciare lo sgombero di tutti gli insediamenti abusivi pericolosi".
La polemica si è scatenata dopo il secco "no" del presidente Massimiliano Lorenzotti (VIII). Ora sono sul piede di guerra anche i consiglieri del XVI che pretendono delle spiegazioni sull'ipotesi di realizzazione di un nuovo campo rom nell'area di villa Troili da Alemanno che interviene senza giri di parole e lo fa con un chiaro avvertimento: "Se continuiamo col dire di 'no' a tutto nessuno poi si permetta di piangere se tra un anno succede un'altra tragedia. Io mi scriverò i nomi di tutti coloro contrari a questo o a quest'altro perché saranno loro i responsabili delle nuove disgrazie''.
Così la question rom nella Capitale non si placa, a un anno di distanza dallo sgombero del Casilino 900. Innanzitutto il sindaco risponde all'appello del direttore della Caritas di Roma, monsignor Enrico Feroci, che chiede nuove soluzioni alla questione nomadi. ''Gli interventi di emergenza non sostituiscono la progettualità ma la accompagnano. Se ci sono altre proposte si tirino fuori: non si può dire 'no' a tutto. L'invito del monsignor. Feroci è ben accetto e lo dimostreremo''. Poi tornando alla polemica dei suoi colleghi di partito precisa: ''Chi non vuole questo o quest'altro ci faccia delle controproposte noi saremo pronti ad ascoltarle, fermo restando che le decisioni non le prendo io ma il Prefetto. L'amministrazione comunale è pronta a farsi promotrice e raccoglitrice di proposte per affrontare l' emergenza''.
Cresce, intanto, lo scontro nel centrodestra. Dopo l'ultimatum lanciato dal presidente Lorenzotti ("A Tor Bella Monaca niente tende. Saranno messe altrove - ha detto il minisindaco - e in caso contrario le rimanderò indietro al sindaco Alemanno, noi abbiamo accolto tutti. Ora è il turno di altri territori"), il fronte del 'no' si è allargato ad alcuni consiglieri, tra cui Antonio Aumenta. I consiglieri raccontano di essere stati svegliati da un gruppo di cittadini che, avendo visto ruspe in movimento nell'area di Villa Troili, hanno chiesto spiegazioni allarmati sull'ipotesi di realizzazione di un nuovo campo nomadi. Un'area in cui ci sono voluti anni per sgomberla da un accampamento. Questo ha provocato ua serie di reazioni a catena. I consiglieri, compreso Paride Alampi, altro pidiellino, si sono uniti in un fronte unico, hanno preteso chiarimento e annunciato: "Siamo pronti a passare al gruppo misto se la questione non sarà chiarita".
Prima però era stato il presidente della commissione capitolina Sicurezza, Fabrizio Santori a bloccare le ruspe a Villa Troili. "Non può essere una decisione calata dall'alto - ha detto Santori - tanto più che, in campagna elettorale, l'impegno preso coi cittadini dal centrodestra era stato quello di realizzare campi rom fuori dai centri abitati". E dopo poche ore, il nuovo dietrofront del sindaco Alemanno con la richiesta al prefetto di sospendere i lavori per il campo provvisorio di emergenza a Villa Troili.
"I rom sono soggetti ad una discriminazione intollerabile". Questa la risoluzione approvata, dalla commissione libertà civili del Parlamento Europeo, lunedì sera con 50 voti a favore, uno contrario e nessuna astensione. La commissione ha inoltre manifestato "la necessità di una strategia comune europea per combattere ogni forma di violazione dei diritti dei rom, inclusi segregazione, espressioni di odio, profiling etnico e impronte digitali illegali, sfratto illegale e l'espulsione".
La relatrice Livia Jaroka ha spiegato che l'inclusione dei rom rappresenta un obbligo per l'europea non solo in termini morali, ma anche economici. "Sono molto felice - ha detto - che la risoluzione sia stata approvata da una cosi ampia maggioranza. Spero che la commissione prenderà in considerazione nella sua proposta le nostre priorità, comuni anche alla presidenza ungherese. Il testo rappresenta un passo in avanti verso una strategia sui rom realmente comune ai 27 stati membri".
I deputati chiedono che "la commissione presenti una tabella di marcia che includa una serie di standard comunitari obbligatori e la possibilità dìimporre penalità ai governi nazionali che non li rispettano".Sull'occupazione, la strategia Ue, aggiunge la commissione Libertà Civili, "dovrà assicurare un accesso effettivo al mercato del lavoro, per esempio attraverso lo strumento del microcredito per l'impresa e il libero impiego, insieme a misure per combattere il lavoro sommerso e favorire l'assunzione dei rom nell'amministrazione pubblica". Chiedono anche "una politica della casa per i rom e il divieto della segregazione territoriale. Tutti i cittadini rom dovrebbero anche essere soggetti alla registrazione pubblica di nascite, matrimoni e decessi". Per l'educazione, la strategia comunitaria, aggiunge la commissione, "dovrebbe avere come priorità l'abolizione della segregazione nelle classi, impiegando mediatori e insegnanti rom nelle scuole, proteggendo la loro cultura attraverso l'uso della loro lingua e garantendo accesso all'educazione infantile e ai programmi d'insegnamento per adulti".
La strategia europea per l'inclusione dei rom "dovrebbe prevedere, secondo il testo approvato, misure specifiche per l'integrazione delle donne, per esempio bloccando la pratica dei matrimoni fra bambini". La commissione chiede, infine "la creazione di enti europei di sostegno, sotto la supervisione dell'esistente task force per i rom, per assicurare un uso più mirato dei fondi europei a disposizione dei governi nazionali e locali, per controllarne l'uso e indicare eventuali sprechi. Gli stati membri sono, infatti, invitati a utilizzare programmi come progress, cultura, salute, e di apprendimento permanente in favore dei cittadini rom".Il parlamento si esprimerà sulla strategia Ue durante la plenaria di marzo, mentre la commissione dovrebbe presentare la sua proposta ad aprile. Il testo dovrebbe poi passare al consiglio europeo del 24 giugno. L'inclusione dei rom è una delle priorità della presidenza dell'Ungheria.

venerdì 11 febbraio 2011

Nomadi: le tendopoli si faranno a Torre Spaccata, Massimina e La Rustica

L'incontro tra Maroni e Alemanno c'è stato, Ministro degli Interni e Sindaco parlano in modo “molto cordiale” della richiesta di pieni poteri e più risorse per il piano nomadi da parte di Alemanno e il secco “no” di Maroni. Arriva dunque una timida apertura nei confronti di Alemanno perché il governo quantomeno valuterà l'aggiornamento del piano nomadi del Lazio. Mercoledì prossimo, alla riunione dei Commissari straordinari per l'emergenza nomadi, il prefetto di Roma e commissario per il Lazio, Giuseppe Pecoraro, "alla luce delle nuove esigenze che si sono evidenziate sul territorio, porterà un aggiornamento del Piano nomadi per il Lazio che sarà poi valutato dal Governo". Il sindaco esulta: "Un incontro molto positivo, in un clima di piena collaborazione" Alemanno che ha ottenuto la disponibilità alla valutazione dell'aggiornamento del piano nomadi quando all'indomani della strage nel campo abusivo urlava di voler pieni poteri si dichiara ora "pienamente soddisfatto".

Per quel che riguarda la vita nella capitale invece, entro la fine della prossima settimana, dovrebbe iniziare la creazione di tre tendopoli da circa 250 posti che potrebbero essere, se i sopralluoghi in corso daranno esito positivo, su altrettante proprietà comunali a Torre Spaccata (X municipio), Massimina (XVI) e La Rustica (VII).
I presidenti dei municipi coinvolti non ci stanno e contestano fermamente la decisione, addirittura Sandro Medici (X) non sarebbe stato neanche interpellato e urla: “Non mi ha chiamato nessuno ma le tendopoli sono l'ennesima dimostrazione dell'inconcludenza e della cialtroneria con cui il sindaco gestisce questo problema. Nel nostro territorio c'è già il campo legalizzato della Barbuta, abbiamo i rom di Campo Boario in via Schiavonetti. Se ora ne dovesse arrivare un altro, sebbene temporaneo, saremmo il territorio con la più alta densità di campi nomadi.”
Gli fa eco Massimiliano Lorenzotti, pdl, presidente del VII: “Non so nulla, spero solo che il mio territorio non diventi il Vespasiano della città.”
Tuona invece Fabio Bellini del XVI: “Non si può pretendere qualcosa se non si concerta nulla. Se le indiscrezioni venissero confermate, comunque, l'area dovrebbe essere quella nei pressi di via della Pisana, davanti al Consiglio regionale.”

Ieri pomeriggio oltre un centinaio di persone per lo più rom, hanno manifestato ai piedi del Campidoglio per dire "basta alla politica degli sgomberi e ai campi nomadi". Il sit-in, organizzato dall'Arci, dai rom di Casilino 900 e da altre associazioni, si è aperto con quattro fiaccole in memoria dei bimbi morti domenica notte e con un minuto di silenzio. Dietro i manifestanti gli striscioni: "Vogliamo case, basta promesse", "Basta morti innocenti" non vogliamo più essere "Invisibili".