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venerdì 11 febbraio 2011

Campi nomadi: adesso tutti ne parlano, ma dov'erano quando topi, freddo e fiamme divampavano ed uccidevano comunque?


Adesso parlano tutti dei nomadi. Come se ieri non esistessero i campi abusivi; come se ieri nessun bambino rom fosse morto per incendi, freddo o... topi. Sì, ho detto topi. Ce ne sono molti a Roma e sotto Roma, e non risparmiano certo i campi nomadi, specialmente quelli abusivi, quelli creati a ridosso dei fiumi, quelli ricavati dentro casolari rustici abbadonati. Sul campo nomadi di via Appia Nuova, quello dove si è consumata la tragedia dell'incendio che ha ucciso i bambini, vi era un verbale dei Carabinieri attestante le condizioni di estremo degrado e pericolosità in cui versava l'accampamento. Chi avrebbe dovuto intervenire? Chi avrebbe dovuto fare il suo dovere e invece non lo ha fatto? Dai funzionari municipali, fino ad arrivare al Comune di Roma, esiste una concenzione secondo la quale certe condizioni sanitarie dei campi nomadi siano del tutto ovvie, quindi normali, quindi naturali. Ci sono ricerche sanitarie che attestano come Roma sia diventata una delle città più pericolose dal punto di vista del contagio di tubercolosi proprio per la presenza e la concentrazione di campi in estreme condizioni igenico-sanitarie. A questo punto è necessario che chi sapeva debba pagare, ma rimane comunque impensabile che debbano accadere tragedie come questa per smuovere gli uffici competenti. Questo è un modo di amministrare degno del terzo mondo, degno di un immobilismo dettato più dal'incompetenza che da vere ragioni ideologiche. I comitati per Roma devono essere in prima fila per poter contribuire con soluzioni, proposte, idee concrete affinché una volta per tutte si possa ripristinare la legalità, la sicurezza, il decoro e la dignità nella città di Roma.

Nomadi: le tendopoli si faranno a Torre Spaccata, Massimina e La Rustica

L'incontro tra Maroni e Alemanno c'è stato, Ministro degli Interni e Sindaco parlano in modo “molto cordiale” della richiesta di pieni poteri e più risorse per il piano nomadi da parte di Alemanno e il secco “no” di Maroni. Arriva dunque una timida apertura nei confronti di Alemanno perché il governo quantomeno valuterà l'aggiornamento del piano nomadi del Lazio. Mercoledì prossimo, alla riunione dei Commissari straordinari per l'emergenza nomadi, il prefetto di Roma e commissario per il Lazio, Giuseppe Pecoraro, "alla luce delle nuove esigenze che si sono evidenziate sul territorio, porterà un aggiornamento del Piano nomadi per il Lazio che sarà poi valutato dal Governo". Il sindaco esulta: "Un incontro molto positivo, in un clima di piena collaborazione" Alemanno che ha ottenuto la disponibilità alla valutazione dell'aggiornamento del piano nomadi quando all'indomani della strage nel campo abusivo urlava di voler pieni poteri si dichiara ora "pienamente soddisfatto".

Per quel che riguarda la vita nella capitale invece, entro la fine della prossima settimana, dovrebbe iniziare la creazione di tre tendopoli da circa 250 posti che potrebbero essere, se i sopralluoghi in corso daranno esito positivo, su altrettante proprietà comunali a Torre Spaccata (X municipio), Massimina (XVI) e La Rustica (VII).
I presidenti dei municipi coinvolti non ci stanno e contestano fermamente la decisione, addirittura Sandro Medici (X) non sarebbe stato neanche interpellato e urla: “Non mi ha chiamato nessuno ma le tendopoli sono l'ennesima dimostrazione dell'inconcludenza e della cialtroneria con cui il sindaco gestisce questo problema. Nel nostro territorio c'è già il campo legalizzato della Barbuta, abbiamo i rom di Campo Boario in via Schiavonetti. Se ora ne dovesse arrivare un altro, sebbene temporaneo, saremmo il territorio con la più alta densità di campi nomadi.”
Gli fa eco Massimiliano Lorenzotti, pdl, presidente del VII: “Non so nulla, spero solo che il mio territorio non diventi il Vespasiano della città.”
Tuona invece Fabio Bellini del XVI: “Non si può pretendere qualcosa se non si concerta nulla. Se le indiscrezioni venissero confermate, comunque, l'area dovrebbe essere quella nei pressi di via della Pisana, davanti al Consiglio regionale.”

Ieri pomeriggio oltre un centinaio di persone per lo più rom, hanno manifestato ai piedi del Campidoglio per dire "basta alla politica degli sgomberi e ai campi nomadi". Il sit-in, organizzato dall'Arci, dai rom di Casilino 900 e da altre associazioni, si è aperto con quattro fiaccole in memoria dei bimbi morti domenica notte e con un minuto di silenzio. Dietro i manifestanti gli striscioni: "Vogliamo case, basta promesse", "Basta morti innocenti" non vogliamo più essere "Invisibili".