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martedì 5 aprile 2011

COLLE ABETI, VOLTAGGIO (UDC): "INTERROGAZIONE SU INSEDIAMENTO ABUSIVO"

Omniroma-COLLE ABETI, VOLTAGGIO (UDC): «INTERROGAZIONE SU INSEDIAMENTO ABUSIVO» (OMNIROMA) Roma, 04 APR - «Ho presentato il 31 marzo scorso un interrogazione al sindaco ed agli assessori competenti in relazione all'insediamento abusivo con baracche fatiscenti che sta formandosi nel nascente quartiere di Colle degli Abeti, presso Roma Est, uscita Ponte di Nona della A24. Recenti e gravi fatti di cronaca hanno insegnato che non si può lasciare al caso o alla sola iniziativa di singoli comitati la gestione ed il controllo di tali aree. La situazione è divenuta insostenibile per i residenti eD evidenzia condizioni di profondo degrado». Lo afferma in una nota Paolo Voltaggio, vicecapogruppo Udc di Roma Capitale. «Nonostante venerdì scorso sia stato realizzato un intervento di sgombero, la situazione è immutata - aggiunge - Le baracche sono rimaste lì e tuttora abitate, le roulotte sarebbero state sequestrate ma al loro posto sono comparse piccole tendopoli ubicate a poche centinaia di metri di distanza. A prima vista le condizioni igienico/sanitarie degli occupanti destano preoccupazione. Aspettiamo di sapere: se sia stato valutato lo spostamento del campo attualmente abusivo; se se sia stata segnalata la situazione di degrado alla competente Asl; cosa intende fare Roma Capitale per conciliare sicurezza dei residenti e condizioni degli occupanti; se sono state svolte, o si avrà intenzione di svolgere, attività di controllo e vigilanza nei confronti del campo e che pianificazione esista per esse».

giovedì 31 marzo 2011

Interpellanza accampamento abusivo Colle degli Abeti

In questo momento l'amico consigliere di Roma Capitale, Paolo Voltaggio, ha presentato l'interpellanza a risposta scritta che trovate in allegato. Il documento interpella il Sindaco sulla situazione del campo nomadi abusivo di Colle degli Abeti: una situazione ormai divenuta insostenibile per i residenti e che mostra condizioni di profondo degrado.
Presto potremo avere il numero di protocollo e poi, sapremo la risposta.

venerdì 11 febbraio 2011

Campi nomadi: adesso tutti ne parlano, ma dov'erano quando topi, freddo e fiamme divampavano ed uccidevano comunque?


Adesso parlano tutti dei nomadi. Come se ieri non esistessero i campi abusivi; come se ieri nessun bambino rom fosse morto per incendi, freddo o... topi. Sì, ho detto topi. Ce ne sono molti a Roma e sotto Roma, e non risparmiano certo i campi nomadi, specialmente quelli abusivi, quelli creati a ridosso dei fiumi, quelli ricavati dentro casolari rustici abbadonati. Sul campo nomadi di via Appia Nuova, quello dove si è consumata la tragedia dell'incendio che ha ucciso i bambini, vi era un verbale dei Carabinieri attestante le condizioni di estremo degrado e pericolosità in cui versava l'accampamento. Chi avrebbe dovuto intervenire? Chi avrebbe dovuto fare il suo dovere e invece non lo ha fatto? Dai funzionari municipali, fino ad arrivare al Comune di Roma, esiste una concenzione secondo la quale certe condizioni sanitarie dei campi nomadi siano del tutto ovvie, quindi normali, quindi naturali. Ci sono ricerche sanitarie che attestano come Roma sia diventata una delle città più pericolose dal punto di vista del contagio di tubercolosi proprio per la presenza e la concentrazione di campi in estreme condizioni igenico-sanitarie. A questo punto è necessario che chi sapeva debba pagare, ma rimane comunque impensabile che debbano accadere tragedie come questa per smuovere gli uffici competenti. Questo è un modo di amministrare degno del terzo mondo, degno di un immobilismo dettato più dal'incompetenza che da vere ragioni ideologiche. I comitati per Roma devono essere in prima fila per poter contribuire con soluzioni, proposte, idee concrete affinché una volta per tutte si possa ripristinare la legalità, la sicurezza, il decoro e la dignità nella città di Roma.